Caterina Selva
Vive a Trondheim, in Norvegia. È architetta e ricercatrice e collabora al progetto Climate Rights presso la Norwegian University of Science and Technology. La sua pratica intreccia disegno del paesaggio, approcci ecologici e partecipativi e giustizia climatica e ambientale, indagando le strutture di potere che modellano corpi ed ecologie, e come i danni ambientali si manifestano su scala sociale, culturale e giuridica.
Caterina per il Festival del Paesaggio Fluviale 2026 si occuperà della consulenza scientifica all’opera dell’artista Maja Escher e dei workshop di cartografia ecologica e sociale lungo il Sangone. Nel lavoro sul fiume Sangone la cartografia partecipata diventa un dispositivo collettivo di conoscenza e re-immaginazione, per leggere il paesaggio fluviale nei suoi valori ecologici, relazionali ed esperienziali, come azione comune di cura, trasformazione e resistenza.
Licia Soldavini
Sociologa e urbanista, vive a Berlino e collabora a progetti transdisciplinari all’intersezione tra ecologie femministe, pratiche artistiche e attivazione civica. La sua pratica attraversa teoria e azione nello spazio pubblico, inteso come campo di relazioni che si costruiscono attraverso cura, negoziazione e lavoro collettivo. Al centro, la ricerca delle condizioni materiali e simboliche che rendono possibili forme di vita urbana più giuste e inclusive.
Attraverso un apprendimento reciproco informale ed orizzontale, in dialoghi situati, camminate critiche e formati conviviali, Licia propone di apprendere il paesaggio non come semplice oggetto di gestione ambientale, ma come territorio politico: spazio di immaginazione radicale, di contro-narrazioni ecologiche e di pratiche condivise di responsabilità e trasformazione.
Lorenza Manfredi
Vive a Berlino e lavora in ambito urbanistico presso alcune università tedesche. La sua attività di ricerca e insegnamento, così come la pratica artistica e progettuale – sempre in collaborazione con collettivi e gruppi interdisciplinari – si concentrano sulle dinamiche sociali che attraversano lo spazio abitato.
Nei suoi progetti cambia il contesto, ma resta centrale l’attenzione alla costruzione di collaborazioni concrete tra soggetti diversi. Il lavoro sul paesaggio fluviale si inserisce in continuità con questo percorso, come occasione per mettere in relazione persone, territori e pratiche diverse. Per il Festival del Paesaggio Fluviale 2026 coordinerà gli “incontri inaspettati”: momenti di scambio e mutuo apprendimento tra le comunità legate al fiume Sangone.